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Il sacrificio sull’altare, ovvero la nostra tavola, si consuma nelle ore notturne quando, mentre la gente riposa, le mani operaie dei panificatori impastano il lievito più saporito per il pane caldo del mattino. “A nessuno manchi il pane”, si legge spesso nelle nostre orazioni, così come il grano unito all’acqua diventa il cibo essenziale sull’altare delle nostre abitazioni, della nostra quotidianità. Sono le mani di Mimmo Monti, panificatore di Cerchiara di Calabria (Cs), che di notte è illuminato dalla luce elettrica del forno dove nasce il pane caldo, con lievito madre, a lunga conservazione e dal sapore, appunto, di Calabria.

Questa mattina in molti si sono recati presso il Panificio Rosa di via Napoli rispettando il proprio turno per il pane portato di buon mattino dal signor Mimmo Monti, insieme al figlio, condito dall’olio d’oliva e dalla bontà di un assaggio. Ci hanno accolto le sorelle Rosa, insieme a Marco Angotti e Nerina, discendenti della tradizione del pane crotonese.

«C’è l’amore per fare questo pane – ha detto Mimmo Monti –  altrimenti un pane con oltre otto ore di lievitazione non si può fare. La tradizione è importante, portando i valori avanti, sono 38 anni che svolgo questo mestiere però offro qualità alla gente. Il pane di Cerchiara di Calabria nasce con la tradizione della gobba: «L’alveatura e la cottura di due millimetri nel forno a legna». Adesso ha trasmesso questa passione al figlio: «Nel pane di Cerchiara c’è farina di qualità, è tutto naturale. I miei nipotini mangiano solo questo pane, anche durante la colazione del mattino». Mimmo Monti aveva 22 anni quando ha iniziato a non dormire la notte e, da un chicco di grano, nasce il suo pane, guardando il lavoro delle sapienti mani dei genitori.


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