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Quando ancora non è inverno ma le piogge iniziano a farsi sentire, si celebra a Crotone la festa di San Dionigi l’Areopagita, primo vescovo della città. Il 9 ottobre di ogni anno i “portici” colorati a festa ospitano stand di dolciumi e delizie.

In Piazza Duomo il suono delle campane si unisce a quello della banda musicale che, come da tradizione, precede la benedizione del grano e delle sementi, frutto della terra e del lavoro dell’uomo. Al termine della benedizione e la recita della preghiera in onore del Santo viene celebrato insieme al clero cittadino il Solenne Pontificale. Alle 17,30 i Vespri e poi la processione per le vie della città.

Vi sono antiche raffigurazioni e immagini che ritraggono l’immagine di San Dionigi primo vescovo di Crotone, insignito dei simboli vescovili, con in mano la città di Crotone, assiso su di un sedile. Il santo venuto dalla Grecia e sbarcato sullo Jonio è riposto proprio nel Duomo cittadino, con una statua lignea di colore rosso e blu, con il pastorale sotto un braccio, e la testa retta dalle mani, con in capo la mitria segno vescovile.

É posta all’interno della cappella a lui dedicata, sopra l’altare marmoreo. Sono diverse le immagini del santo custodite: si ammira su di una parete della Curia un dipinto di Gaele Covelli che ritrae la conversione di Dionigi ad opera di San Paolo apostolo delle genti, mentre proprio nella cappella del Duomo, posta a sinistra prima di accedere al Santissimo Sacramento, vi sono i dipinti di Attilio Cortese che ritraggono ancora una volta la conversione e, l’altra raffigurazione, la tradizione secondo cui Dionigi arrivò a Capo Colonna portando la tela della Madonna da noi crotonesi venerata come Madonna di Capo Colonna. Sorge infine nel presbiterio della Cattedrale una tela di C. Giaquinto che raffigura il martirio del santo. I due santi patroni della città vengono portati in processione, segno indissolubile che lega questa città a due figure importanti, nel cuore dei crotonesi. San Dionigi è il custode della città, il protettore, la Madonna di Capo Colonna ne è anche dolce patrona.


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