Crotone, la Chiesa di Sant’Antonio da Padova nel rione Marinella

Crotone, la Chiesa di Sant’Antonio da Padova nel rione Marinella

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La via porta il nome proprio della Chiesa  di Sant'Antonio, nel quartiere Marinella, vicino gli ex magazzini della Crotone di un tempo. Non lontana dall'ex Convento dei Frati Cappuccini e dalla Chiesa di San Marco Evangelista, la chiesa oggi parrocchia un tempo era dedicata a Sant'Antonio Abate. Poi fu denominata a Sant'Antonio da Padova, il santo dei miracoli e dottore della Chiesa.

Da Sant'Antonio Abbate a Sant'Antonio da Padova

Nel 1500 era posta fuori le mura della città e, secondo quanto riporta Angelo Vaccaro nel libro "Kroton",  "il primo di ogni mese, il capitolo della cattedrale vi si recava in processione e, nel secondo giorno, vi aveva luogo la benedizione degli animali”. La Chiesa rurale nel 1832 fu danneggiata dal terremoto, e si legge su Archivio Storico di Crotone che  riprende “Si giunge al largo S. Antonio, ivi vi è eretta una chiesetta e nello spiazzale nell’epoca della raccolta si vendono i cereali, tal sito vien chiamato: Fosso”.   Nel 1921 vi fu un tentativo di vendita e nel 1931, per concessione gratuita di un suolo comunale, venne riedificata dalle fondamenta assumendo il nuovo titolo di Sant’Antonio da Padova. In seguito ebbe trasferito il titolo della vecchia parrocchia di Santa Veneranda e fu più volte ristrutturata.

La Pia Società San Gaetano a Crotone

Nel 1963 don Marcello Rossetto e Don Bruno Tibaldo arrivarono a Crotone nella chiesa di Sant’Antonio, il santo di Padova. C’era da lavorare per una pastorale nuova, tra le famiglie degli operai. Fu questa l’intuizione del Vescovo di allora, monsignor Pietro Raimondi il quale, venuto a conoscenza della Pia Società San Gaetano di Vicenza, volle i gaetanini nella Crotone operaia. Intorno la Chiesa di Sant’Antonio il quartiere Marinella e, lì vicino, il rione Fondo Gesù. Don Marcello, mentre Don Bruno celebrava le funzioni nella Chiesa di Sant’Antonio, era impegnato con la costruzione della Chiesa del Sacro Cuore, nella borgata San Francesco, altro rione operaio della Crotone anni 60-70.

I gaetanini vivevano fra la classe operaia, nella Crotone delle fabbriche e degli artigiani. Non avendo il quartiere al Fondo Gesù una Chiesa,  celebravano la santa Messa presso la Parrocchia di Sant’Antonio da Padova, nel quartiere degli artigiani. Don Bruno Tibaldo fu il primo parrocco, appartenente alla Pia Società San Gaetano, della parrocchia. I padri gaetanini si immersero fin da subito nel contesto parrocchiale e cittadino di Crotone, fino ad imparare qualche parola dialettale, a conoscere i giovani del quartiere, ad entrare nelle case di chi apriva loro le porte. Iniziava una missione, la prima della società vicentina nella chiesa operaia, degli artigiani, dall’idea del Concilio Ecumenico Vaticano II che si apriva al diaconato permanente, alla chiesa del servizio. A Crotone don Lorenzo Creazza fu il primo diacono permanente ordinato in Calabria.

Le persone della Marinella furono le più coinvolte dall’ingresso in città della congregazione. Molti ricorderanno i parroci don Marcello Rossetto e don Bruno Tibaldo. In particolare don Marcello iniziò a parlare con gli insegnanti della Marinella per organizzare i primi dopo scuola per i bambini. L’amministrazione Comunale concesse il 21 giugno del 2017, con delibera di Giunta Comunale, il riconoscimento della pubblica estimazione al diacono Giuseppe (Lorenzo) Creazza e a Don Ruggero Pinton, storico parroco della Chiesa Santissimo Salvatore al Fondo Gesù, tra le tre parrocchie della missione dei padri gaetanini (insieme alla Parrocchia Sacro Cuore nella borgata San Francesco). Ogni volta che il diacono Creazza fa ritorno in città, sono molti coloro che si apprestano a salutarlo, per il servizio prestato nei quartieri periferici dedicandosi in particolare ai giovani. Proprio dall’azione gaetanina a Crotone nacquero due cooperative sociali ancor oggi attive,ovvero la Cooperativa sociale Orizzonti nuovi e la Cooperativa Agorà.

Oggi

Più volte ripresa e affrescata, oggi la Chiesa Parrocchiale guidata da don Vito Spagnuolo presenta molti affreschi, per lo più francescani e legati alla vita del santo padovano, a firma di Valerio Palamarchuk. La facciata presenta un rosone raffigurante il santo patrono della parrocchia con il Vangelo e la Colonna di Capo Colonna. Più di venti  anni fa, invece, furono aggiunte le due campane.

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Largo Sant'Antonio, Crotone, KR, Italia

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