Il Duomo di Isola di Capo Rizzuto: storia di devozione e di fede

Il Duomo di Isola di Capo Rizzuto: storia di devozione e di fede

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Description

Un simbolo di storia e religione, il Duomo di Isola di Capo Rizzuto, situato in Piazza Duomo nel cuore di Isola di Capo Rizzuto rappresenta il simbolo del culto dei cittadini. La chiesa è stata spesso investita da una serie di interventi nel corso dei secoli. Il Duomo di Isola di Capo Rizzuto fu sede vescovile

di iniziale rito greco fino al 1818, anno in cui fu soppressa e accorpata all’allora Diocesi di Crotone.

Madonna Greca: una storia di fede

 

L'effige della Madonna Greca

Al suo interno è custodita l'icona della Madonna Greca una delle immagini più venerate dell’isola di Creta, da dove, a partire dal XIV secolo, si irradiò in tutta Europa. Si tratta di un'icona bizantina venerata con il titolo di "Madonna Greca".

Domenica 5 maggio 1968, durante la funzione religiosa di una messa pontificale, concelebrata da Mons. Pietro Raimondi, vescovo di Crotone e da Mons. Armando Federici, Arcivescovo di Santa Severina il Venerato Quadro fu incoronato nella pubblica piazza di una corona preziosa di dodici stelle in oro, di due diademi e di un collier. Materiali preziosi tempestati di brillanti e smeraldi. Lavori eseguiti dal maestro d'arte Carmine Rocca di Crotone.

La cappella con il dipinto

Dopo l'incoronazione fu proclamata "Regina" della cittadina di Isola di Capo Rizzuto da Mons. Pietro Raimondi. Promotore il parroco Don Giacinto Scalzi. Il tipo di  canonico-iconografico della Beata Vergine è quello della "Eleousa" o "Madonna della Tenerezza" o "Abbraccio".

Il dipinto del Venerato Quadro, è considerato una delle più antiche e più belle icone di origine bizantina, pervenuto nel territorio di Isola di Capo Rizzuto dall'Oriente, portato con tanta venerazione da fuggiaschi monaci basiliani, nel periodo dell'iconoclastia tra il VIII-IX secolo D.c.

 

Il Palazzo Vescovile

 

A pochi passi dal Duomo risulta collocato il Palazzo Vescovile. Palazzo Vescovile. Si sa che nei primi anni del Seicento esistevano due palazzi vescovili: uno all’interno delle nuove mura della città ed uno presso la cattedrale. Il vescovo Caracciolo aveva ottenuto il primo, posto in luogo più sicuro in caso di invasione turca, dal feudatario di Isola col consenso dell’università.

L'area di Piazza Duomo

Del secondo, situato nel suburbio presso la cattedrale, sappiamo che fu costruito o meglio ricostruito dal vescovo Scipione Montalcino all’inizio del Seicento come si ricava dalla sua relazione: “La chiesa è posta fuori le mura della città, una torre al suo lato la difende dalla furia dei Turchi, essa fu costruita dal vescovo Caracciolo. Seguendo le sue orme l’attuale vescovo, dopo la morte del predecessore, presso la torre e la chiesa curò subito edificare una casa, come al presente si vede costruita, per comodità sua e dei suoi successori, e per il decoro e ornamento della chiesa.
Il palazzo all’interno delle mura fu ben presto abbandonato  mentre quello vicino alla cattedrale, appena sufficiente per l’abitazione del vescovo e della sua famiglia fu nei primi decenni del Seicento ridotto in forma moderna.

Alla metà del Seicento mentre il primo rovinava quello difeso dalla torre e attaccato alla cattedrale aveva bisogno di grandi riparazionie non era abitato dai vescovi che a causa dell’aria malsana e del pericolo turco preferivano abitare altrove (Cutro).
Successivamente esso fu riparato in quanto è descritto come molto comodo e sicuro per l’abitazione del vescovo, anche perché a fianco vi sorge una forte torre dove ci si può rifugiare.

L’edificio non aveva bisogno di essere riparato e vicino vi era l’atrio grande con alcuni magazzini della mensa vescovile e dei canonici ed il seminario.
Venuto il vescovo Francesco Marino, alla fine del Seicento, poiché l’edificio aveva bisogno di molte ed urgenti riparazioni e sorgeva in un luogo malsano, decise di costruirne uno nuovo, sempre presso la cattedrale ma in un luogo più salubre. Egli lo fece fare di forma più bella e più ampia.

L'ingresso del Palazzo Vescovile

L’opera fu proseguita dal successore, il vescovo Pietro Luigi de Maio (1722- 1749) il quale avendolo trovato incompleto e mal disposto lo portò dapprima in forma migliore (46). In seguito tuttavia per le frequenti assenze del presule e per le pensioni che gravavano la mensa, fu lasciato andare in rovina. Durante il Decennio francese il palazzo fu dato in fitto dal Demanio al barone Luigi Barracco. Esso era formato da dieci stanze nobili oltre alla cucina con i rispettivi bassi e con diverse case basse all’intorno

In seguito l’edificio, passato nel 1818 dopo la soppressione del vescovato di Isola di proprietà della mensa vescovile di Crotone, fu oggetto di alcuni lavori come risulta dalle insegne del vescovo Giuseppe Cavaliere (1883 – 1899) poste all’interno sull’arco dello scalone (49).

Mappa - Indirizzo

Informazioni

Indirizzo Mappa
Piazza Duomo, Stumio, Isola di Capo Rizzuto, Crotone, Calabria, 88841, Italia
CAP
88841

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