Il Museo Archeologico Nazionale, viaggio nella storia e nei tesori

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Il Museo Archeologico Nazionale, viaggio nella storia e nei tesori

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Uno scrigno che racchiude e conserva uno dei patrimoni storici e artistici più interessanti della Calabria. Il Museo Archeologico Nazionale è situato, dal 1969, a Crotone in via Risorgimento, nel cuore del centro storico del capoluogo, a due passi dal Castello di Carlo V.

UN CAMMINO CHE INIZIA DA LONTANO

Due piani dedicati a una storia lunga tre millenni, un cammino che inizia da lontano e che nel corso degli anni si è impreziosito di nuovi e affascinanti reperti frutto degli scavi che si sono susseguiti nel corso del tempo. Studi che hanno portato alla luce resti incredibili di interesse internazionale.

Una volta varcata la porta d'ingresso del Museo, si diventa "viaggiatori" e passo dopo passo, reperto dopo reperto, si va alla scoperta di civiltà ormai passate che rivivono nelle forme, nei materiali e nelle vicende di Kroton.

Al piano terreno il visitatore è guidato, secondo un criterio cronologico, alla scoperta delle principali tappe storiche dell'antica città greca di Kroton, a partire dai rapporti con le comunità indigene preesistenti al momento della fondazione (seconda metà dell'VIII secolo a.C.), attraverso la storia dei suoi atleti, medici e filosofi, fino alla tarda antichità.

IL TESORO DI HERA LACINIA E IL DIADEMA

Vi è poi un approfondimento sull'archeologia urbana e una sezione dedicata ai corredi della necropoli in località Carrara. Qui è custodito il "tesoro di Hera Lacinia", una sala votiva con oggetti di altissimo valore artistico, rinvenuti nel Parco Archeologico di Capo Colonna.

Tale ricco patrimonio, datato tra il VI ed il IV secolo, comprende capolavori come la sfinge alata, la gorgone, la barchetta nuragica.

Tra questi spicca lo splendido Diadema Aureo, conosciuto anche come "corona di Hera", costituito da una fascia in lamina d'oro che sviluppa una decorazione a treccia all'interno mentre all'esterno vi è una linea con foglie e bacche sostenute da fili intrecciati. Nella parte bassa sono collocate alcune foglie, forse di acero o di vite. Il diadema è di incredibile bellezza ed è uno dei reperti più importanti dell'era.

Il secondo piano offre una panoramica sugli insediamenti del territorio, Krimissa, Petelia, Makalla, aree geografiche ricche di tradizioni mitiche e legate a culti fondamentali per la polis greca (Sirene, Filottete, Apollo Alaios).

Il percorso espositivo prosegue con una sezione dedicata ai principali santuari della città. Particolare riguardo gode il santuario della dea Hera Lacinia presso Capo Colonna con il suo tesoro: spiccano per bellezza il diadema aureo e un'affascinante quanto misteriosa barchetta nuragica realizzata in bronzo.

Si scoprono tesori e si ammirano ricchezze nel museo che è anche fulcro di attività culturali ed incontri che consentono al pubblico di conoscere la storia e di lasciarsi trascinare in un vortice di incanto alla scoperta del perfetto equilibrio tra quello che era Crotone e quello che è, una città che ha un passato da raccontare.

L'ASKOS, SIMBOLO DELLA VITA ULTRATERRENA

L'Askos esposto presso il Museo Archeologico Nazionale di Crotone, proviene da uno scavo della Murgie di Strongoli. L'unguentario di bronzo del V secolo a. C. raffigura una sirena e ha un’antica forma vascolare greca usata per versare piccole quantità di liquidi oleosi, utilizzata come unguentario o per riempire le lampade ad olio. Il nome  era originariamente usato per le otri da vino in pelle d’animale. L’uso è diffuso in Grecia e in Italia già in epoca preistorica e perdura fino al periodo classico ed ellenistico.

L'Askos è un ornamento funerario a corredo di tombe. Si pensava infatti che le sirene stazionavano alle porte degli Inferi con il compito di consolare le anime dei defunti con il loro dolce canto e di accompagnarle nell’Ade (funzione «psicopompa»). Nella mitologia e in religione, lo psicopompo è una figura (in genere una divinità) che svolge la funzione di accompagnare le anime dei morti nell’oltretomba. La parola “psicopompo” deriva dal greco ψυχοπομπóς, composta da psyche (anima) e pompós (colui che manda). Si tratta di un’entità neutrale, un messaggero dell’aldilà, una sorta di demone tra il mondo sensibile e il mondo sovrasensibile che non giudica gli uomini ma si limita a traghettarli nel mondo ultraterreno.

LA MUSERUOLA, PEZZO UNICO AL MONDO  

Esposta il 21 dicembre del 2019, si intuisce subito la sua funzione dell’epoca: è un semplice elemento di parata per cavalli, impedendo loro di mordere o addirittura di mangiare.  Il cavallo era ed è un animale prestigioso, fiero e maestoso. Realizzato in bronzo, è un pezzo proveniente da alcuni scavi e recuperato dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico. Presenta una decorazione figurata che altre museruole ritrovate da altri scavi in altre parti del mondo non hanno, proiettandoci dunque verso il mito. Le cinghie, avvolgendo il muso del cavallo, rappresentano due scene: Eracle che stringe due serpenti, l’altra invece crea un combattimento tra due guerrieri con elmo, scudo e spada: «Questo pezzo è un esemplare unico riacquisito dal Museo di Crotone  – ebbe a dire  Roberto Spadea, già direttore del polo museale di Crotone – recupera il mondo dei Macedoni, dei mercenari, ovvero il momento in cui c’è Pirro, dedicato ad un santuario importante di Vigna nuova, dedicata ad Hera che la protegge sia in città che sul promontorio lacinio, il santuario più importante del mondo della Magna Grecia».

Pezzo unico nel suo genere, fu ritrovato in località “Vigna nuova”, a ridosso ovvero del papaniciaro, dove sorgeva un santuario urbano dedicato ad Hera, la patrona della città, venerata non solo sul Colle Lacinio, ma anche a Vigna Nuova: «Ritengo che la vera novità risieda nel fatto se sia un pezzo di quarto secolo o quinto, o forse di un altro periodo – sono le parole del direttore del polo museale di Crotone Gregorio Aversa nel corso di un incontro che si è svolto  presso il Museo di via Risorgimento – l’oggetto incuriosisce perchè sono pochi a pensare che i cavalli possano essere frenati da questo tipo di oggetto, ma così è, con museruole costruite con altri tipi di materiale».

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Museo Archeologico Nazionale di Crotone, Via Risorgimento, Crotone, KR, Italia
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