Santa Chiara, il gioiello della città di Crotone

Santa Chiara, il gioiello della città di Crotone

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Description

La data precisa circa la fondazione del Monastero, non è facile da stabilire. Attraverso i secoli tutto il complesso fu ampliato, anche la chiesa che nel 1774  raggiunge la sua forma attuale con la sua eleganza  delle linee, gli elementi decorativi.

La bomboniera della città di Crotone

La facciata della Chiesa di Santa Chiara si articola in tre registri, divisi da soli elementi decorativi. Il portale in stile classico-baroccheggiante, presenta due lesene poggianti su un alto plinto, con capitello dorico, sormontate da una trabeazione dello stesso stile. Sopra di essa, vi sono due volute inginocchiate, al centro delle quali è collocata una piccola edicola che accoglie la statua di Santa Chiara.

Il campanile è del tipo "aperto" con quattro arcate e tre campane del 1600, alla cui base si trovano dei piccoli contrafforti ed è sormontato da una cupoletta con costoloni angolari alternati a vele e con elementi decorativi in pietra chiara.

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Questo elemento architettonico è costituito da: una parte finestrata (il tamburo) che illumina il presbiterio, un'altra accessibile  detta "Belvedere", dal quale si può ammirare un suggestivo panorama. Entrando nella chiesa è visibile un impianto ad un'unica navata, sormontata da un soffitto a volte a botte. Le pareti della navata presentano delle modanature a doppia fascia con ritmo costante, scandite da paraste che terminano con un capitello composito e sormontato  da un architrave tripatito, fregio continuo e cornice aggettante. Sopra di tale trabeazione, nella parete destra, si trovano tre finestre, di cui quella centrale richiama l'ovale della facciata.

La parete sinistra presenta lo stesso motivo architettonico della parete destra. Ciò che distingue la parte destra da quella sinistra, sono i balconcini corredati da "gelosie", ovvero grate lignee che sostituiscono le finestre ed erano utilizzate dalle suore per partecipare alle celebrazioni eucaristiche.

Sotto il dipinto è posta una lapide che racconta ai visitatori la storia della riconsacrazione della Chiesa nel 1700 e sopratutto richiama la dedica del cenobio alle Vergini Clarisse. Alzando gli occhi, possiamo scorgere la cantoria che una volta ospitava le monache di clausura e il coro, celata però dalle "gelosie".

Il Monastero di Santa Chiara

Uscendo dalla Chiesa, sulla destra, si apre un altro portone dal quale si accede all'antico chiostro interno, unica parte non rimaneggiata del complesso che si presenta con archi a tutto sesto in pietra dell'antica Kroton. Al centro, che in passato era il chiostro aperto sul cortine interno, si trova ancora oggi il pozzo, su cui è incisa la data 1616. Il pozzo, cui si accede tramite una ripida scaletta, è stato riscoperto nel 1972. Qualcuno pensava fosse una chiesa sotterranea o una cripta, ma più probabilmente era una semplice cisterna che raccoglieva le acque piovane di tutto il complesso. Caratteristiche sono le grondaie di tegola, che tuttora si possono vedere.

Dal chiostro interno si accede al parlatorio, diviso in due zone, pubblica per i fedeli e privata per le monache. Al centro della parete, fra le due zone, vi è la famosa "ruota" utile per il passaggio dei beni materiali.

Sul lato destro troviamo il pulpito ligneo del 1700 che sovrasta la porta della sacrestia. All'interno del pulpito è conservato un bellissimo organo a canne, racchiuso in un armadio a sportello, riccamente dipinto sia all'interno che all'esterno. Sullo sportello sinistro è dipinta la figura di Santa Chiara, mentre su quello destro Santa Cecilia, intenta a suonare l'organo. L'armadio è sormontato da una cimasa dorata, recante lo stemma della famiglia Lucifero, offerto da Suor Cecilia, membro di questa famiglia nobile. In basso sugli sportelli si nota l'iscrizione "Thomas De Martino Neapolitanus Regiae Cappellae Suae maiestatis organarius fecit anno Domini 1753".

Nella zona Presbiterale in alto vi è la cupola, nascosta nel tiburio. Questo elemento architettonico è costituito da: una parte finestrelle (il tamburo) che illumina il Presbiterio, un'altra parte accessibile detta "Belvedere", dal quale si può ammirare un suggestivo panorama della Città di Crotone.

Nella zona Presbiterale è posto un altare costituito da marmi policromi, fiancheggiato da putti marmorei. Esso è opera di una scuola calabrese, sul cui pavimento troviamo la data 1783, offerto da Suor Caterina Ventura. Fu consacrato da Mons. Ludovico Ludovici, Vescovo di Crotone, il 27 luglio 1799 in onore a Santa Chiara. Dietro l'altare in delle nicchie sono poste tre statue: nella prima a destra, San Gaetano con Gesù Bambino in braccio, al centro Santa Chiara con la pisside in mano e, a sinistra San Francesco d'Assisi con la Croce. Le tre statue sono in legno epoca 1700.

Nel monastero, inoltre, è conservata gelosamente una tela della Madonna di Capo Colonna, ovvero una riproduzione del 1600, prima dunque del restauro e del furto sacrilego. Si pensa che probabilmente questa tela fosse situata prima nella parrocchia Santa Veneranda, oggi non più chiesa, e che dunque sia stata portata presso Santa Chiara, chiesa elevata a parrocchia da Monsignor Giuseppe Agostino e guidata da molti anni dai padri Stimmatini, tra cui Padre Giancarlo Brigantini, oggi Arcivescovo.

 

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Informazioni

Indirizzo Mappa
via Cavour Crotone
CAP
88900

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